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Pietro Maffi e la sua biblioteca


Il ritratto del Maffi del pittore Aldo Carpi (1921)
Il ritratto del Maffi eseguito
dal pittore Aldo Carpi (1921).

La biblioteca porta il nome del suo fondatore. Nato a Corteolona (Pavia) nel 1858, Pietro Maffi fu ordinato sacerdote nel 1881 e fu insegnante di fisica, matematica e scienze naturali presso il ginnasio e il liceo del seminario di Pavia fino al 1901.

Creò l’Osservatorio astronomico del Seminario di Pavia e fondò la Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali che avrebbe diretto per 13 anni (1900-1912).

Nel 1901 divenne Vicario Generale dell’arcivescovo Riboldi a Ravenna e, morto lui, Amministratore Apostolico di quella diocesi: il suo ruolo a Ravenna è stato approfondito da don Angelo Manfredi nel saggio pubblicato nel volume che raccoglie gli studi e ricerche nati dal seminario del 2009 (Pisa University Press (PUF) 2012). È citato nell'indice riprodotto in Pubblicazioni. Nello stesso anno Leone XIII lo nominò Vescovo del titolo di Cesarea di Mauritania e nel 1903 Arcivescovo di Pisa, dove fece il suo ingresso il 10 gennaio 1904.

Nei Cieli - prima edizione Nei Cieli - edizioni successive
Una rarità: la prima edizione in fascicoli del
libro Nei Cieli (1896); le copertine successive.

Nel 1907 fu nominato da Papa Pio X Presidente della Specola Vaticana e Cardinale. Era noto e apprezzato al suo tempo come fisico e astronomo soprattutto per gli studi sulla meteorologia e l’osservazione delle stelle cadenti; per queste ricerche strinse amicizie e collaborazioni con i migliori ingegni del tempo: Giovanni Virginio Schiaparelli, Lazzaro Spallanzani, Guido Alfani e Francesco Maria Denza; lodò con fervore l’opera dell’astronomo e geografo francese M. Joseph Vallot sul Monte Bianco, commemorò in due scritti (1899) Alessandro Volta, celebrò il centenario della scoperta del primo planetoide (1901) da parte di p. Giuseppe Piazzi (1746-1826). Ma la sua opera più famosa fu Nei cieli. Pagine di astronomia popolare (1896), che ebbe, lui vivente, due ristampe gli anni successivi (1897, 1898), due nuove edizioni(1909,1923) ristampate nel 1928 e nel 1933.

Fu anche stimato letterato: dopo due primi romanzi giovanili,  scrisse di Dante, di Tasso, di Manzoni; nei suoi discorsi commemorativi ricordò Pascoli e Carducci. La sua produzione scientifica, uscita in riviste, è riedita in parte negli Scritti Vari (1904).

Al suo clero teneva lezioni dantesche e manzoniane: sui fondi dantesco e manzoniano della Biblioteca si segnalano ora gli studi di Mirko Tavoni e Piero Floriani nel volume Pietro Maffi arcivescovo di Pisa... Un tempo difficile, un grande Pastore (2012)... (cfr. Eventi e Pubblicazioni). La intensa attività pastorale del cardinale, ispirata fin dai primi anni alla riforma cattolica di San Carlo Borromeo, è ricostruita e commentata, nel volume citato, da monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo emerito di Pisa, attraverso le Lettere Pastorali omelie e discorsi del cardinale; il pensiero teologico è approfondito nel solco della tradizione rosminiana da monsignor Gino Biagini, canonico onorario della Cattedrale di Pisa, Vicario generale del Tribunale Ecclesiastico di Firenze. Un apporto alla biografia spirituale di Pietro Maffi è nel saggio di Gabriella Rossetti: Spigolature per nuovi percorsi di ricerca: Pietro Maffi e la santità cercata.

Composizione per organo di Maria Amalia Pardini per i 25 anni di episcopato del cardinal 
Maffi (copertina) Composizione per organo di Maria Amalia Pardini per i 25 anni di episcopato del cardinal Maffi (pagina iniziale)
1929 - Composizione per organo di Maria Amalia
Pardini per i 25 anni di episcopato del cardinal
Maffi: “Al suono degli organi Cecilia cantava”.

Amava la musica nella liturgia: maestri del tempo gli inviarono composizioni  inedite che il suo archivio conserva.
Ma la biblioteca fu la passione della sua vita.
In una nota manoscritta egli ricorda di non aver trovato neppure un volume nella sua nuova sede, e di avervi trasferito da Pavia 96 casse di libri che costituirono il primo nucleo della biblioteca da lui fondata. La completò a Pisa con nuovi acquisti e cospicue donazioni da parte di privati, tra i quali si segnala per importanza l’eredità di una famiglia aristocratica pisana, i Rosselmini Gualandi. Su questo lascito il saggio di Maria Luigia Orlandi nel volume (2012) sopra citato. La inaugurò nel 1920 con il riordino del Diplomatico antico, nei locali appositamente ristrutturati all’interno dell’appartamento arcivescovile, e la de­stinò in eredità ai suoi successori, come ricorda l’epigrafe sulla lapide collocata all’ingresso: “Bibliotheca / Petrus Cardinalis Maffi Pisarum Archiepiscopus / sibi et successoribus suis. A.D. MCMXX”.

Definita da Pio XI “La magnifica biblioteca del Cardinal Maffi”, stimata dalla Soprintendenza ai Beni Librari della Regione il più importante e ricco giacimento privato della Toscana,  non è una biblioteca “ecclesiastica” diocesana, ma è la biblioteca di uno scienziato, letterato umanista e bibliofilo di fama internazionale; vi sono rappresentate tutte le discipline: matematica, astro­nomia e storia della scienza, scienze naturali, letteratura italiana e letterature stra­niere, classici greci e latini, storia, diplomatica, archivistica, storia locale, geografia , filosofia, teologia, patristica, agiografia e storia della spiritualità.

Le ultime ricerche hanno fornito documenti che rilevano aspetti ignoti o dimenticati delle spiritualità del Cardinale. (Vedi in Pietro Maffi Arcivescovo di Pisa /1903-1931): un tempo difficile, un grande Pastore, una eredità culturale significativa: studi e ricerche, 2012, il saggio di Gabriella Rossetti, Spigolature per nuovi percorsi di ricerca Pietro Maffi e la santità cercata, di cui si allegano le Tavole - File PDF (2,3 MB)).

Per un primo approccio alla figura e all’opera di Pietro Maffi si segnalano: I. Felici, Il cardinale Pietro Maffi, Roma, Milano, 1931; P. Stefanini, Il cardinale Pietro Maffi, Pisa, Giardini ed., 1958, 8°, 351 pp., pubblicato nel centenario della nascita;

AA.VV. Il cardinale Pietro Maffi arcivescovo di Pisa. Primi contributi di ricerca (Tavola Rotonda, 18 marzo 1982, a cinquant’anni dalla morte, coordinata da C. Violante), Pisa, Pacini ed., 1983, 8°, 175 pp. Nel contributo di A. Spicciani, Gli scritti di Pietro Maffi, pp. 157-163, si trova una bibliografia delle opere del Maffi, se pure incompleta, ancora utile e preziosa, qui riprodotta nella pagina Catalogo.